Newsletter sulla responsabilità sociale d'impresa nel Diritto dell'U.E.
Questo numero della Newsletter propone un approfondimento sulla nuova Comunicazione della Commissione in tema di responsabilità sociale d’impresa. La Comunicazione adottata il 25 ottobre 2011 prevede un’Agenda di azione per il triennio 2011-2014 diretta a rendere più evidente l’importanza di tale responsabilità.
La Comunicazione conferma l’orientamento dei precedenti atti europei in tema di responsabilità sociale d’impresa. Essa precisa che le imprese, ricorrendo a siffatta pratica, dovrebbero riuscire ad avvalersi di premi e incentivi di mercato, nonché di un miglioramento delle relazioni con i diversi stakeholders (si vedano, in proposito, i precedenti numeri 1, 4, 5 e 6 della Newsletter). La Comunicazione include alcune interessanti novità, qual è quella della definizione della responsabilità sociale d’impresa assunta come parametro di riferimento.
La Comunicazione evidenzia inoltre la rinnovata importanza attribuita dalla Commissione alla suddetta responsabilità come strumento di fiducia tra i diversi attori del mercato interno europeo e di sviluppo delle imprese, in particolare di quelle di piccola e media dimensione che rappresentano tuttora uno degli attori principali del mercato interno, di quello italiano e di quello abruzzese
Questo numero della Newsletter è dedicato al recente Libro verde della Commissione sulla promozione dei prodotti agricoli europei, giacché il processo normativo che esso intende avviare mira a rendere pubblicamente più evidente la qualità di tali prodotti e in genere di quelli alimentari scambiati nel mercato interno, onde valorizzarne l’immagine e salvaguardare così gli interessi tanto dei consumatori quanto dei produttori.
Le istituzioni europee promuovono l’assunzione di comportamenti socialmente responsabili ad opera delle imprese del settore agroalimentare attraverso normative che, per quanto non finalizzate alla responsabilità sociale d’impresa, prevedono il ricorso su base volontaria a standard e marchi tesi a innalzare la qualità e la sicurezza in tale settore. Sotto il primo profilo, merita richiamare la normativa europea in materia di igiene e sicurezza nel settore agroalimentare che, relativamente alla condotta degli operatori, richiama espressamente lo standard HACCP quale parametro di riferimento idoneo ad assicurare, lungo tutta la catena produttiva e quella distributiva, la prevenzione e la gestione dei rischi alimentari dovuti essenzialmente alla mancanza di igiene. Questo numero della Newsletter offre altresì un approfondimento su tale standard e sugli altri applicabili in Europa. Sotto il secondo profilo, vanno segnalate le normative europee volte a garantire un livello elevato di qualità dei prodotti agroalimentari, quali quelle sui prodotti biologici, sulle denominazioni e sulle indicazioni geografiche protette.
Il presente numero della Newsletter è dedicato all’esame degli orientamenti espressi dalle istituzioni europee per far diventare la responsabilità sociale d’impresa uno degli strumenti di gestione delle relazioni esterne, in particolare uno strumento per esportare in paesi in via di sviluppo valori, quali la tutela dell’ambiente, la tutela dei diritti dei lavoratori e della persona umana in genere, senza ricorrere per questo a forme di condizionalità. La Commissione e il Parlamento europeo hanno accolto da sempre la filosofia alla base delle Guidelines dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) per le imprese multinazionali secondo cui l’attività di tali imprese negli Stati ospiti dei loro investimenti dovrebbe essere indirizzata verso la promozione e la tutela di simili valori non commerciali. L’OCSE è, com’è noto, composta da Stati industrializzati i quali sono spesso Stati di origine di imprese multinazionali. Attraverso le Guidelines dell’OCSE, adottate per la prima volta nel 1976 e riviste nel 2000 anche per renderle applicabili all’attività di piccole e medie imprese, quegli Stati vorrebbero potenziare il contributo positivo allo sviluppo che le imprese sono, a loro avviso, pienamente in grado di dare. Negli anni, come già segnalato in numeri precedenti della Newsletter, altri strumenti internazionali non vincolanti sono stati, peraltro, adottati, soprattutto nel quadro delle Nazioni Unite, per l’instaurazione di una correlazione positiva tra attività di impresa, etica, diritti fondamentali e ambiente volta alla realizzazione dello sviluppo sostenibile e umano. Merita ricordare tra questi il Global Compact perché permette alle imprese di assumere volontariamente nei suddetti settori un insieme di impegni formulati in modo generico, la cui attuazione effettiva può essere, pertanto, modulata alla luce delle circostanze del caso concreto.