Scuola di legalità e giustizia

Scuola di legalità e giustizia
Scuola di legalità e giustizia

Da “Giovani, legalità e cooperazione” di Luigi Ciotti, 2015.

 

"Penso che un giovane non si accontenti di sapere che le cose esistono, ma vuole sapere perché esistono. [...] La ricerca di senso è il lievito della gioventù. Allora c'è da chiedersi [...] come sia possibile che un'intera generazione sia stata abbandonata a se stessa, abbia trovato chiusa la porta del futuro. Una società che non si cura dei giovani è una società che non si cura della propria storia e del proprio avvenire, ripiegata nei suoi egoismi e nelle sue paure. Che cosa è importante dare ai giovani?

Relazione, ascolto, opportunità. Quando gliele dai rispondono a meraviglia, e penso ad esempio a quelli - migliaia ormai - che trascorrono volontariamente parte delle vacanze nei terreni confiscati ai boss delle mafie, a dare una mano e a maturare una coscienza sociale. [...] Sono decenni che è in crisi il modello educativo autoritario, [...] e non è un male che lo sia. Si cresce insieme esercitando l'autorevolezza, che presuppone credibilità. I giovani non hanno bisogno di qualcuno che dica loro che cosa fare, ma che faccia insieme a loro e poi, al momento buono, si metta in disparte, per lasciare che imparino a camminare con le loro gambe, nella libertà e nella responsabilità". 

 

Programma 2019/2020

 

Info e contatti

scuoladilegalita@unite.it

 

Coordinamento: Fiammetta Ricci

Referenti di Facoltà: Laura DiFilippo (Giurisprudenza) -  Andrea Sangiovanni (Scienze dellaComunicazione) - Fiammetta Ricci (Scienze Politiche) - Pierina Visciano(Bioscienze) - ToninoTalone(Medicina Veterinaria)

Referente Associazione Falcone e Borsellino: Francesca Martinelli

 

 
Scuola di legalità dell'Università degli Studi di Teramo

La Scuola di legalità dell’Università degli Studi di Teramo nasce nell’anno accademico 2017/2018, in convenzione e collaborazione con l’Associazione “Falcone e Borsellino”, per favorire la promozione culturale, la riflessione e il dibattito sui temi della legalità e del contrasto alle mafie.

 

La Scuola - che mette in dialogo “percorsi e linguaggi di educazione alla legalità” - ha l'obiettivo di sviluppare proposte e costruire progetti e percorsi educativi in tema di legalità, considerata sotto vari profili d’analisi che rivelano la complessità del termine-concetto, e che presenta profonde implicazioni etico-politiche ed ordinamentali, nonché sociologiche, economiche e deontologiche, investendo tutti i campi della società e della cultura di un popolo. Da queste premesse formative, la Scuola di legalità Unite vuole sviluppare negli studenti una cultura di impegno sociale e civile tale da fornire conoscenze adeguate e conferire senso ad un’opera di contrasto alle mafie, in ogni loro forma e tipologia, che sia consapevole, motivata ed efficace. 

 

Le attività formative della Scuola di Legalità Unite, programmate in collaborazione con l’Associazione “Falcone e Borsellino”, si svolgeranno sempre di mattina, con orario dalle 9,30 alle 12,30, nell’Aula Magna del Campus Aurelio Saliceti dell’Università di Teramo, e sono rivolte innanzitutto agli studenti delle ultime classi degli Istituti Superiori di Secondo grado, ma aperte anche agli studenti universitari. 

 

Ogni Giornata formativa offrirà al termine un quadro di riferimenti bibliografici, o di altro materiale documentario, connessi ai temi affrontati.

 

Al termine di ogni Giornata formativa verrà somministrato agli studenti un questionario di autoverifica sugli argomenti oggetto dell’attività formativa odierna.

 

Sarà possibile programmare, su richiesta di docenti e studenti delle Scuole Superiori aderenti alla Scuola di legalità e giustizia, percorsi di studio e ricerca personalizzati, anche ai fini della preparazione dell’esame finale di Maturità

 
 
 
A scuola di legalità perché? Rispondono gli studenti dell'Università di Teramo:

 

Meryem Derraa: per vivere pacificamente, insieme, e costruire una società aperta fondata sul dialogo e sul  rispetto reciproco. E per acquisire i valori che stanno alla base della convivenza civile, nella consapevolezza di essere titolari di diritti e di doveri e nel rispetto degli altri e della loro dignità.

 

Paolo Fiorvanti: per favorire l'inclusione delle persone diversamente abili, abbandonando pregiudizi e razzismi, e perché le differenze dovrebbero unire e non escludere.

 

Giorgia Sulli:  per combattere la rassegnazione, perché una persona rassegnata non ricerca la verità e chi non cerca la verità mette in pericolo la democrazia.  Ma anche per sviluppare il senso critico, e per scoprire, di conseguenza, i percorsi nascosti dell’illegalità, trasmettendo valori e modelli culturali di contrasto alle mafie.   

 

 

 
 
 
 
 

 
Ultimo aggiornamento: 24-02-2020
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