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COLLEZIONI D'AFRICA IN ITALIA: GIORNATA DI STUDI AL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO

Teramo, 14 maggio 2008 - Nell'ambito di una Convenzione tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali e l'Università di Teramo su "Africa: itinerari archeologici, linguaggi, testimonianze", venerdì 16 maggio, alle ore 10.00, presso il Museo civico archeologico di Teramo si terrà una giornata di studi dal titolo Collezioni d'Africa in Italia. Il Museo Africano: storia, luoghi, oggetti .
Dopo i saluti del sindaco, Giovanni Chiodi, e del direttore del Dipartimento di Storia e critica della politica dell'Università di Teramo, Francesco Bonini, seguiranno le relazioni di Claudio Moffa, storico dell'Africa e docente dell'Ateneo, dal titolo Un museo coloniale nell'Italia che cambia; di Paola Di Felice, direttore dei Civici Musei di Teramo, che parlerà del Museo come luogo di incontro e confluenza di saperi; di Angelo Maria Ardovino, direttore del Museo nazionale d'arte orientale, che si soffermerà su I musei specialistici, "culture" o "cultura"?; di Francesca Gandolfo, archeologa e curatrice del progetto, che affronterà il tema Memorie d'Africa: una collezione del Ventennio.
Dopo una breve pausa, i lavori riprenderanno con  un intervento di Mariastella Margozzi, storica dell'arte, dal titolo L'esotico e l'antico. La suggestione delle scoperte archeologiche nell'arte coloniale attraverso le collezioni dell'ex Museo Africano di Roma.
Concluderà il seminario Silvana Balbi De Caro, direttore del Bollettino di numismatica, che interverrà sul perché di un museo per l'Africa.
La convenzione tra il Ministero per i Beni e le Attività culturali e l'Università di Teramo promuove una ricerca sulle fonti etnoarcheologiche dell'Africa, come strumento per la ricostruzione della storia del continente.
«All'interno di questo progetto generale - ha dichiarato Claudio Moffa - è stata avviata una ricerca specifica sul Museo Africano, istituito nel 1923 al Palazzo della Consulta in Roma, poi trasferito nella sede dell'Istituto Italo africano di via Aldrovandi e smantellato nel 1972, cioè nella fase più alta della decolonizzazione e della contestazione in Occidente».
«Ma un Museo - ha proseguito Moffa - sia pure nato in un contesto coloniale, e prodotto culturale della pratica colonialista dell'Italia prerepubblicana e fascista, merita per questo di essere abbandonato a se stesso, e di restare privo di un luogo di esposizione, come accade oggi? Non è comunque fonte di conoscenza utile per gli studiosi? È questo uno dei temi della giornata di studi di venerdì che verterà sia su un'analisi dei reperti raccolti nella collezione, sia su una riflessione più ampia sulla natura e funzione del "museo" in generale, come luogo di incontro di cultura o culture».
REDAZIONE UFFICIO STAMPA

 
Ultimo aggiornamento: 14-05-2008
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