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"QUALE VITICOLTURA PER LA REGIONE ABRUZZO?". UN SEMINARIO TECNICO SCIENTIFICO CON I CONSORZI AGRARI DELLA REGIONE (2)

Teramo, 11 maggio 2010 - «In Italia le superfici investite a vigneto per uve da vino - ha spiegato Michele Pisante, prorettore per la Ricerca dell'Università degli Studi di Teramo - hanno subito una drastica riduzione, passando da oltre 1,1 milioni di ettari nel 1970 agli attuali 650.000 ettari circa. L'Abruzzo conta circa 36.000 ettari coltivati, rappresentando circa il 5% della viticoltura italiana».
«Il nuovo scenario che si delinea per la viticoltura italiana e abruzzese in particolare - ha aggiunto - comporterà a breve la scomparsa di molti piccoli appezzamenti e la loro sostituzione con impianti più razionali e accorpati. A fronte di questa previsione, è necessario programmare l'opera di riconversione ricorrendo, ove possibile, ad una razionale ristrutturazione degli impianti esistenti, ma soprattutto curando l'impostazione e la realizzazione di quelli nuovi, che devono necessariamente rispondere a criteri di massima razionalità sotto il profilo fisiologico e sotto quello gestionale».
«I vigneti di nuovo impianto - ha proseguito Pisante - dovranno essere progettati con accorgimenti tecnici fortemente integrati fra loro, frutto delle recenti esperienze ed evidenze scientifiche che l'Università degli Studi di Teramo ha conseguito e che mette a disposizione degli operatori del settore per supportare razionalmente le decisioni aziendali e comprensoriali».
«Le direttrici su cui si interviene - ha concluso - sono finalizzate all'ottenimento di quattro risultati fondamentali: la qualità delle uve, la produttività dell'impianto, il rispetto dell'ambiente e la riduzione dei costi di gestione».
REDAZIONE UFFICIO STAMPA
 
Ultimo aggiornamento: 11-05-2010
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