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RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE PER STUDI CETACEI DELL’UNIVERSITÀ DI TERAMO. MEDICINA VETERINARIA CANDIDATA PER UNA BANCA SIERI DEI CETACEI SPIAGGIATI

Teramo, 30 ottobre 2015 ‒ L’autorevole sito Atlas of Science (http://atlasofscience.org) ha dedicato un’ampia recensione a un recente lavoro scientifico ‒ di cui è capofila la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo ‒ pubblicato lo scorso agosto sulla rivista scientifica internazionale Research in Veterinary Science.

Lo studio, dal titolo “Indagini sieroepidemiologiche retrospettive nei confronti di Morbillivirus, Toxoplasma gondii e Brucella in cetacei spiaggiati lungo le coste italiane (1998-2014)”, è stato sostenuto economicamente dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del progetto di ricerca Le Sentinelle del Mare , coordinato da Giovanni Di Guardo, docente di Patologia generale e fisiopatologia veterinaria dell’Università di Teramo.

«Il lavoro scientifico ‒ ha spiegato Giovanni Di Guardo ‒ costituisce il frutto di un copioso “sforzo di ricerca” al quale hanno attivamente partecipato una serie di istituzioni scientifiche del nostro Paese, quali l’Università di Padova, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (C.Re.Di.Ma.) e gli IZS del Mezzogiorno, del Lazio e della Toscana,dell’Abruzzo e del Molise».

«Oggetto dello studio ‒ ha proseguito ‒ sono state le indagini sieroepidemiologiche effettuate nell’arco di 17 anni (1998-2014) su 70 campioni di emosiero ottenuti da altrettanti cetacei rinvenuti spiaggiati lungo le coste italiane e appartenenti a sei diverse specie. Le indagini, incentrate sulla ricerca di anticorpi specifici nei confronti di Morbillivirus, Toxoplasma gondii e Brucella, agenti patogeni responsabili di infezioni in grado di produrre un forte impatto sulla salute e sulla conservazione di numerose specie di mammiferi acquatici nel mondo, hanno consentito di rilevare più o meno consistenti titoli anticorpali nei confronti di Morbillivirus e di Toxoplasma gondii, rispettivamente nel 33% e nel 16% degli esemplari oggetto di studio. Al contrario, in nessuno dei 70 cetacei esaminati è stata riscontrata la presenza di anticorpi anti-Brucella».

«Gli interessanti risultati descritti – ha concluso Di Guardo ‒ oltre a richiamare ancora una volta la strategica rilevanza dei cetacei spiaggiati quali fondamentali sentinelle o biomonitors nei confronti dei propri cospecifici ed eterospecifici che vivono in mare aperto, rappresentano una solida base per futuri studi, conferendo credibilità e visibilità alla candidatura della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo, peraltro ufficializzata e fatta propria dal Ministero dell’Ambiente, quale “Banca per i Sieri dei Cetacei Spiaggiati Lungo le Coste Italiane”».

REDAZIONE UFFICIO STAMPA

 
Ultimo aggiornamento: 30-10-2015
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