DOMENICO PALERMO, DOTTORE DI RICERCA DELL’UNIVERSITÀ DI TERAMO, VINCE IL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “LUIGI D’AMICO PARROZZO” 2019 CON IL LIBRO “I PRECURSORI DELL’AMBIENTALISMO”

Teramo 18 ottobre 2019 ‒ A pochi mesi dalla sua pubblicazione, il libro I Precursori dell’ambientalismo di Domenico Palermo, dottore di ricerca in Scienze politiche e sociali internazionali dell’Università di Teramo, ha vinto il prestigioso Premio Letterario Nazionale “Luigi D’Amico Parrozzo”, sezione saggistica.

La cerimonia di premiazione si è svolta domenica scorsa nelle salette dannunziane dello storico Caffè di Pescara Ritrovo Del Parrozzo, luogo d’incontro importante per numerosi intellettuali e artisti dell’epoca di Gabriele d’Annunzio.

Un libro, quello del Palermo, edito dalla Libellula Edizioni, maturato durante gli anni del dottorato di ricerca sotto la guida del tutor, professor Giovanni Franchi, e del direttore del corso di dottorato professor Paolo Savarese, i quali ne hanno scritto la postfazione.

Il libro è stato premiato dalla giuria, presieduta dallo scrittore e giornalista Giovanni D’Alessandro, per la sua originalità e attualità. Il lavoro del dottore di ricerca è stato apprezzato, come sottolineato dalla scrittrice Paola Di Biase, ideatrice del concorso letterario, per la capacità di raccontare in modo originale la storia del Movimento Giovanile Tedesco, vissuto all’inizio del Novecento in Germania, il quale anticipò e contribuì a far nascere i successivi movimenti ambientalisti degli anni Sessanta e Settanta. Come riportato nelle motivazioni della giuria la pubblicazione dimostra «uno studio attento che unisce letteratura, poesia, filosofia, e che deriva da un lavoro di dottorato brillantemente discusso presso l’Università degli Studi di Teramo, con cui l’autore ti porta a conoscere quei movimenti ambientalisti e alternativi che rifuggono la visione utilitaristica della natura. Egli, in questo interessante saggio, tratta, con precisa documentazione, di cultura ecologica, partendo da radici storiche, sociali e politiche, e cioè dai naturalisti giovanili tedeschi, che per primi nella loro giovialità di vita all’aria aperta, si ribellavano all’industrialismo e al capitalismo dominante nella Germania di inizio XX secolo. Note esplicative, bibliografia e sitografia arricchiscono il testo, sollecitando il lettore ad approfondire questo tema di grande attualità e a riflettere sulla volontà di riequilibrare la relazione tra una natura sempre più fragile e l’incedere continuo della tecnologia».

REDAZIONE UFFICIO STAMPA

 
 
Ultimo aggiornamento: 18-10-2019
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