Novità pensionistiche 2012

 

Il 2011 è stato per la previdenza un anno estremamente denso di novità legislative.

Si sono succeduti ben 6 interventi di modifica dell’assetto precedente:

●  d.l. n. 98/2011, convertito con modifiche nella l. n. 111/2011;

●  d.l. n. 138/2011, convertito con modifiche nella l. n. 148/2011;

●  d.l. n. 201/2011, convertito con modifiche nella l. n. 214/2011 (cfr., in particolare, gli artt. 6, 21 e 24).


Si riportano, di seguito, le novità di maggiore interesse, in vigore dal 1° gennaio 2012, con particolare riferimento al settore dell’impiego pubblico (gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria).

●  L’art. 21, l. n. 214/2011, prevede, in considerazione del processo di convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l'applicazione del metodo contributivo, nonché al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa nel settore previdenziale e assistenziale, la soppressione dell'INPDAP e dell'ENPALS, con effetto dal 1° gennaio 2012. Le relative funzioni sono attribuite all'INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi.

●  L’art. 6, l. n. 214/2011, dispone l’abrogazione degli istituti della causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata, che sopravvivono limitatamente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico.

●  Le disposizioni di riforma del sistema pensionistico si rinvengono, poi, nell’art. 24, l. n. 214/2011. Va premesso, per chiarezza, che la legge di riforma prevede la salvezza dei diritti acquisiti per i lavoratori che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2011, i requisiti di età e di anzianità contributiva, previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della riforma medesima. Tali soggetti conseguono il diritto alla prestazione pensionistica secondo la precedente normativa (diritto e decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità) e possono chiedere la c.d. certificazione del diritto.

●  Viene introdotto, per tutti, il c.d. sistema contributivo secondo il metodo pro-rata, con riferimento cioè alle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012 ed alla quota di pensione corrispondente a tali anzianità.

●  Scompaiono gli istituti della pensione di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e della pensione di anzianità, sostituiti da due sole prestazioni, rispettivamente denominate pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

●  È abolita la c.d. finestra mobile (introdotta a partire dal 2011), con riferimento  ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento di vecchiaia e di anzianità a decorrere dal 1°gennaio 2012.

●  Nel pubblico impiego, il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia, sale a 66 anni di età sia per gli uomini che per le donne (salvi, come già detto, i diritti già acquisiti).

● Alla pensione anticipata si accederà sulla base dei seguenti requisiti contributivi:


2012
Uomini 42 anni e 1 mese

Donne  41 anni e 1 mese

2013

Uomini 42 anni e 2 mesi

Donne  41 anni e 2 mesi

2014

Uomini 42 anni e 3 mesi

Donne  41 anni e 3 mesi


Chi accede alla pensione anticipata potrà subire riduzioni del trattamento, con riferimento alla quota di pensione maturata fino a tutto il 2011, se l’età di accesso alla pensione non risulta almeno pari a 62 anni; il trattamento sarà decurtato dell’1% per i primi due anni di anticipo (rispetto ai 62 anni) e del 2% per ciascun ulteriore anno di anticipo; nel caso in cui l’età di pensionamento non sia intera, la riduzione percentuale è proporzionale al numero dei mesi.

●  Al requisito anagrafico previsto dalla l. n. 214/2011, nonché al requisito contributivo per la pensione anticipata, trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’art. 12, d.l. n. 78/2010, convertito, con modificazioni, nella l. n.  122/2010 e s.m.i.; tali adeguamenti verranno dapprima effettuati con cadenza triennale e, dal 2019, con cadenza biennale (con riferimento al biennio precedente); dal 2021, poi, il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia non potrà essere inferiore a 67 anni (ciò anche qualora l’incremento della vita media non sia tale da condurre, per quella data, al raggiungimento dei 67 anni).

●  Dal 2013 i coefficienti di trasformazione sono estesi alle età fino a 70 anni; in caso di superamento di detto limite, sarà previsto un coefficiente di trasformazione per le età oltre i 70 anni a condizione che gli incrementi superino di una o più unità il valore di 70; dal 2019 gli adeguamenti saranno effettuati con cadenza biennale.

●  L’istituto della c.d. totalizzazione è stato reso più flessibile: viene infatti eliminato dall’art. 1, co. 1, d.lgs. n. 42/2006 il riferimento ai tre anni di anzianità contributiva richiesti presso ciascuna delle gestioni coinvolte.


 
 
 
Ultimo aggiornamento: 22-02-2012
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