Valutazione di servizi e periodi ai fini pensionistici

Computo

 
Il computo consiste nella valutazione, a domanda, dei servizi resi allo Stato ma con iscrizione pensionistica presso l'INPS ovvero presso fondi speciali. A seguito della avvenuta comunicazione del provvedimento di computo, l'INPS o il fondo speciale versa allo Stato i contributi riscossi.
Una volta trasferiti presso l'INPDAP, detti contributi entrano a far parte della posizione assicurativa del pubblico dipendente e sono valutati ai fini della pensione statale. Il provvedimento è gratuito e nulla è dovuto dal dipendente.

Esempi di servizi computabili:
  • assistente straordinario o supplente;
  • servizi non di ruolo resi nelle scuole con contribuzione all'INPS (incaricato, supplente ecc.);
  • professore incaricato esterno limitatamente al periodo fino al 31/10/1961 (coperto da contribuzione INPS); dal 1/11/1961, ai sensi della L. n. 16/1962,  esiste copertura in conto entrata Tesoro e il servizio viene riconosciuto come se fosse di ruolo;
  • contrattista;
  • assegnista biennale;
  • servizi di ruolo presso enti locali o pubblici quali C.N.R., I.N.F.N. con versamento contributivo all'INPS;
  • avventizio a totale carico;
  • assistente incaricato con periodo di servizio inferiore all'anno.

La domanda può essere presentata direttamente alla sede INPDAP  di Teramo ovvero al Servizio pensioni e riscatti che provvederà a girarla all'INPDAP unitamente ad eventuale documentazione istruttoria.
 

Riscatto

 
Il riscatto consiste nella copertura, con onere a carico dell'interessato, di periodi o servizi sforniti di contribuzione obbligatoria. Il riscatto è sempre oneroso. Il costo del riscatto è variabile e dipende dalla tipologia di periodo o servizio da riscattare nonché dalla sua collocazione temporale, dallo stipendio in godimento all'interessato alla data della domanda e da una serie di altri parametri tecnici. Possono esercitare la facoltà di riscatto tutti i lavoratori dipendenti e, in caso di morte del dipendente, i superstiti che hanno diritto alla pensione indiretta.
Esempi di servizi e periodi riscattabili:
  • servizio prestato in qualità di dipendente statale non di ruolo senza iscrizione all'INPS;
  • durata legale dei corsi universitari (dal 12 luglio 1997 anche se non richiesti per il posto ricoperto);
  • diploma universitario (conseguibile con corso non inferiore a due anni e non superiore a tre);
  • diploma di laurea;
  • diploma di specializzazione (che si consegue al termine di un corso non inferiore a due anni);
  • dottorato di ricerca;
  • lauree brevi;
  • corsi di specializzazione successivi al diploma di scuola media superiore, il cui titolo sia stato chiesto per il posto ricoperto;
  • periodi di lavoro all'estero che non siano ricongiungibili o totalizzabili;
  • periodi di aspettativa per seguire il coniuge che presta servizio all'estero;
  • periodi di iscrizione ad Albi professionali o pratica richiesti per l'ammissione in servizio;
  • servizio prestato in qualità di assistente straordinario non incaricato o di assistente volontario nelle università o negli istituti di istruzione superiore.
Sono riscattabili i seguenti periodi non coperti da contribuzione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 564/1996:
  • i periodi di assenza facoltativa per maternità al di fuori del rapporto di lavoro nella misura massima di cinque anni, a condizione che il dipendente possa far valere cinque anni di versamenti contributivi;
  • i periodi successivi al 31 dicembre 1996 in cui il rapporto di lavoro si è interrotto o è stato sospeso in base a norme di legge o di contratto, nella misura massima di tre anni;
  • i periodi successivi al 31 dicembre 1996 impiegati nella formazione professionale, nello studio e nella ricerca per l'acquisizione di titoli o competenze professionali richiesti per l'assunzione o per l'avanzamento in carriera, se il titolo o l'attestato sono stati poi conseguiti (quando previsto). Si è in attesa di un decreto ministeriale per l'esatta lista dei corsi di formazione professionale, dei periodi di studio o di ricerca ammessi a riscatto;
  • i periodi tra un rapporto di lavoro e l'altro nel caso di lavori discontinui, stagionali o temporanei, successivi al 31 dicembre 1996;
  • i periodi successivi al 31 dicembre 1996 in cui non si è prestato servizio per gli iscritti che svolgono attività da lavoro dipendente con contratto di lavoro a tempo parziale.
La domanda può essere presentata direttamente alla sede INPDAP  di Teramo ovvero al Servizio pensioni e riscatti che provvederà a girarla all'INPDAP unitamente ad eventuale documentazione istruttoria.

 

Ricongiunzione

 
La ricongiunzione è uno strumento di consolidamento della posizione assicurativa del lavoratore dipendente il quale, oltre a quella INPDAP, possiede ulteriori posizioni aperte presso enti previdenziali, gestioni o casse dei lavoratori dipendenti, autonomi o liberi professionisti. La ricongiunzione consente di unificare i contributi, frammentati nelle varie gestioni, nella posizione INPDAP, al fine di ottenere una unica pensione e di massimizzare, attraverso il pagamento di un onere corrispondente alla riserva matematica ovvero ai contributi previdenziali, i benefici di un eventuale più favorevole trattamento derivante dalle regole pensionistiche vigenti per il settore statale. La ricongiunzione, pertanto, è onerosa.

In particolare:
  • per i lavoratori dipendenti, si fa riferimento alla L. n. 29/1979 la quale prevede il beneficio dell'abbattimento dell'onere di ricongiunzione nella misura del 50%;
  • per i liberi professionisti (L. n. 45/1990) l'onere è dovuto per intero.
La ricongiunzione è a domanda. La domanda può essere presentata direttamente alla sede INPDAP  di Teramo ovvero al Servizio pensioni e riscatti che provvederà a girarla all'INPDAP unitamente ad eventuale documentazione istruttoria.

 

Totalizzazione

 
La ricongiunzione consente di consolidare i contributi in un'unica posizione assicurativa, così massimizzando i benefici derivanti dall'erogazione di un'unica pensione calcolata secondo le regole del settore statale. Non consente però di utilizzare i singoli frammenti contributivi senza dover affrontare oneri aggiuntivi. Pertanto, il legislatore ha previsto uno strumento alternativo: la totalizzazione. L'istituto permette agli iscritti presso due o più forme di assicurazione previdenziale obbligatoria, che non siano già titolari di trattamento pensionistico autonomo presso una di esse, la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti al fine del diritto ad un'unica pensione (anzianità, vecchiaia, inabilità, superstiti).
La totalizzazione è subordinata alle seguenti regole:
  • per la pensione di vecchiaia, compimento dei 65 anni di età (sia per gli uomini che per le donne) e anzianità contributiva pari a 20 anni;
  • per la pensione di anzianità, indipendentemente dall'età anagrafica, occorre il possesso di un'anzianità contributiva non inferiore a 40 anni;
  • la totalizzazione deve riguardare tutti e per intero i periodi assicurativi da cumulare;
  • l'anzianità contributiva posseduta presso le varie gestioni interessate deve essere, in ciascuna di esse, pari almeno a 3 anni;
  • Il calcolo della pensione avviene secondo le regole dell'opzione al sistema contributivo.

 
 
Ultimo aggiornamento: 11-12-2009
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