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IL RUOLO DEL CATTOLICESIMO EUROPEO NELLO SVILUPPO DELLA MODERNITÀ

Teramo, 16 novembre 2009 - Le teorie elaborate nell'Europa cattolica sui modi di pensare e usare la ricchezza a partire da Max Weber e dallo stereotipo del nesso capitalismo-protestantesimo come unica fonte della modernità economica, politica e sociale saranno al centro del Seminario internazionale La fiscalità nell'Europa cattolica. Riflessioni e linguaggi fra dimensione religiosa e pratiche politiche che si terrà mercoledì 18 e giovedì 19 novembre nell'Aula parlamentare del Dipartimento di Storia e critica della politica nel Campus di Coste Sant'Agostino.
L'incontro, al quale parteciperanno esperti e studiosi italiani ed europei, è stato organizzato dal Dipartimento di Storia e critica della politica dell'Università di Teramo, dal Ciscie-Centro interuniversitario per la storia del clero e delle istituzioni ecclesiastiche e dall'école Française di Roma, con il patrocinio della Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma e della Presidenza del Consiglio regionale dell'Abruzzo.
Scopo del seminario è quello di esplorare, attraverso un approccio interdisciplinare, se e in che modo fra il tardo Medioevo e il XIX secolo, il cattolicesimo europeo ha costituito il catalizzatore di processi di innovazione, contribuendo a forgiare gli strumenti che si sono rivelati essenziali ai fini dello sviluppo della "modernità".
In particolare sarà approfondito il tema della fiscalità, analizzando la costruzione dei poteri pubblici, l'imposizione straordinaria in tempo di guerra, l'esenzione fiscale dei ceti privilegiati, le politiche riformatrici, per mettere a fuoco l'interazione fra dimensione teorica e dimensione pratica, nonché i nessi fra i diversi piani, quali agenti di innovazione.
I lavori inizieranno mercoledì 18 novembre alle ore 15.00 sotto la presidenza di Francesco Bonini, direttore del Dipartimento di Storia e critica della politica.
Dopo i saluti del rettore Rita Tranquilli Leali, interverranno Jean-François Chauvard, dell'École Française de Rome, Maurizio Sangalli, dell'Università per Stranieri di Siena, Massimo Carlo Giannini, dell'Università di Teramo, Albert Rigaudière, dell'Institut de France, Pere Verdés Pijuan, dell'Institución Milá y Fontanals di Barcellona, Jérémie Barthas, della Fondazione Luigi Firpo di Torino, Anna Filipczak-Kocur, dell'Università polacca di Opolski, José I. Fortea Pérez, dell'Università spagnola di Cantabria, Giorgio Chittolini, dell'Università di Milano, Giovanni Muto, dell'Università "Federico II" di Napoli, e Rodolfo Savelli, dell'Università di Genova.
Il convegno proseguirà nella mattinata di giovedì 19 novembre , a partire dalle ore 9.30 , sotto la presidenza di Francesco Benigno, preside della Facoltà di Scienze della comunicazione di Teramo.
Interverranno Tomás Knoz, della Masarykova Unvierzita di Brno, Niccolò Guasti, dell'Università di Foggia, Antonella Alimento, dell'Università di Pisa, Christine Lebeau, dell'Università di Parigi I, Roberto Romani, dell'Università di Teramo, Angelo Moioli, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Biagio Salvemini, dell'Università di Bari. Le conclusioni saranno affidate a Paolo Prodi, dell'Università di Bologna.
REDAZIONE UFFICIO STAMPA

 
Ultimo aggiornamento: 16-11-2009
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