Manicomio

 

Il progetto per il recupero e la riqualificazione del Complesso dell'ex Ospedale Psichiatrico Sant'Antonio Abate, deve proporsi come affermazione del forte valore identitario che il compendio edilizio riveste nell'assetto del centro storico e nella storia della città. In questo contesto, in considerazione della sua collocazione e della sua dimensione, il progetto assume infatti una valenza strategica nell’ottica di rilancio e riqualificazione del ruolo del Centro Storico.

La sua collocazione al margine orientale del centro storico in una posizione strategica di accesso all'antica cinta muraria attraverso la Porta Melatina, uno dei due principali ingressi al perimetro della ex-cinta muraria antica, e via Saliceti (l'antica Via Larga de' Melatini) che connette direttamente all'asse dell'attuale Corso Cerulli, (l’antico Corso di Porta Reale ed ex cardo della città Romana), ed al sistema delle maggiori piazze del centro storico, assume un valore fondamentale per il miglioramento della qualità urbana complessiva anche in relazione all’incentivazione della mobilità pedonale.

     

A seguito della chiusura e dello stato di abbandono dell’ex-Ospedale Psichiatrico, la struttura ha finito per costituire un elemento di elevato degrado urbanistico nel contesto del quartiere di San Leonardo, uno dei più antichi del centro storico, ed in particolare all’interno del tessuto edilizio più a ridosso del complesso ospedaliero, innescando fenomeni di mancata propensione al recupero del patrimonio edilizio degli isolati limitrofi ed un conseguente processo di marginalizzazione caratterizzato dalla progressiva sostituzione della popolazione residente.

Di contro, la dimensione rilevante (11.300 mq, di cui 3.500 mq di spazi aperti da riqualificare ed aprire all’uso pubblico) dell’intervento di recupero dell’ex-Ospedale Psichiatrico in progetto e la sua stretta connessione con il tessuto edilizio più storicizzato della città, costituiscono una opportunità irrinunciabile per la riduzione dei processi di marginalizzazione e degrado sociale sopra richiamati, nonché dei fenomeni di tensione abitativa, attraverso la previsione di nuova residenzialità, in specie per alloggi universitari, e di una contestuale forte possibilità di integrazione (tra Università e Quartiere) di spazi aperti pubblici, attrezzature culturali, servizi sociali, spazi commerciali ed artigianali.

 

 

 
 
 
Ultimo aggiornamento: 09-12-2021